Revamping & Repowering
I moduli installati tra il 2007 e il 2013 occupano superficie che oggi potrebbe ospitare fino al 70% di potenza in più. Ti aiutiamo a rinnovare l'impianto mantenendo gli incentivi GSE e a decidere cosa fare della capacità che si libera.
Quindici anni di differenza
I moduli installati durante i vari Conto Energia hanno efficienze comprese tra il 13% e il 16,5%.
I moduli di ultima generazione (TOPCon, HJT, bifacciali) arrivano al 22-23%.
Tradotto: sullo stesso tetto, o sullo stesso terreno, oggi si installa molta più potenza di quindici anni fa.
Dati tecnici di mercato 2026 su moduli TOPCon/HJT. Ogni impianto richiede una verifica specifica.
Come funziona davvero
Per continuare a incassare la tariffa del Conto Energia, la potenza dell'impianto incentivato deve restare quella di partenza: il GSE ammette scostamenti minimi. Con moduli più efficienti, quella stessa potenza si raggiunge usando meno pannelli.
Il risultato è che una parte della superficie si libera. E su quella superficie si può realizzare un nuovo impianto, non incentivato, la cui energia va valorizzata scegliendo la strada più conveniente per la tua azienda.
Il margine di manovra sulla potenza è stretto: per gli impianti fino a 20 kW il GSE ammette un aumento entro il 5% della potenza originaria, che scende all'1% sopra i 20 kW. Restando in queste soglie la tariffa incentivante resta intatta.
Tutto ciò che supera il limite non rientra nell'incentivo e va gestito come nuovo impianto non incentivato: è esattamente la logica dei tre scenari illustrati a seguire.
Scegli la tua strada
Per chi può ottenere l'autorizzazione all'aumento di potenza in rete.
Nuovi moduli ad alta efficienza e inverter multi-MPPT
Aumento di potenza entro i limiti GSE, e oltre i limiti per la sola parte non incentivata
Ottimizzazione di stringhe e cablaggi
700-900 €/kWp
Payback 4-6 anni
IRR atteso 12-18%
Per chi non può o non vuole aumentare la potenza in rete.
Nuovi moduli a pari potenza nominale, incentivo intatto
Inverter ibrido predisposto all'accumulo
Batteria BESS per spostare l'energia nelle ore serali
Sistema di gestione energetica (EMS) per massimizzare l'autoconsumo
500-700 €/kWp,
più 350-450 €/kWh di batteria
Payback 5-7 anni sul revamping,
6-8 anni sulla batteria
IRR atteso 10-14%
Per impianti che dopo il repowering superano 1 MWp.
Revamping completo e repowering significativo
BESS di grande capacità (2-4 MWh)
Sistema di controllo per la partecipazione al mercato dei servizi
700-900 €/kWp aggiuntivi più 350-400 €/kWh
Payback 5-7 anni
IRR atteso 14-20%
Nota: i ricavi da servizi di rete Terna vanno quantificati sui bandi in corso, li verifichiamo in fase di analisi.
Burocrazia
È la parte che frena la maggior parte dei titolari d'impianto, e di solito a torto: sul revamping le procedure si sono semplificate, e in ogni caso le gestiamo noi dall'inizio alla fine.
Con il Testo Unico Rinnovabili (D.Lgs. 190/2024) gli interventi sugli impianti esistenti seguono percorsi più rapidi. Chi non modifica sagoma e altezza dei moduli rientra in attività libera. Per gli impianti fino a 1 MW si procede con PAS, con tempi nell'ordine dei trenta giorni. Sopra 1 MW serve l'Autorizzazione Unica, ma con conferenza di servizi semplificata.
Gli incentivi si mantengono se la pratica è fatta bene, e qui l'elenco è breve: comunicazione preventiva al GSE per gli interventi rilevanti (oltre il 50% dei moduli), dichiarazione di conformità dell'impianto aggiornato, documentazione di smaltimento dei moduli sostituiti e aggiornamento della scheda impianto sul portale.
Quanto peso ha la pratica dipende da quanti moduli si sostituiscono. Sotto il 50% l'intervento è parziale: gli incentivi restano pieni e non cambia nulla sulle trattenute. Oltre il 50% diventa rilevante, va comunicato al GSE e in cambio la trattenuta per il fine vita dei moduli si dimezza. Con la sostituzione totale la trattenuta si interrompe del tutto, a fronte della documentazione di smaltimento.
No, a patto di rispettare le regole del GSE. La tariffa incentivante resta legata alla potenza originaria dell'impianto: se quella potenza non cambia, l'incentivo continua a maturare esattamente come prima, anche sostituendo tutti i moduli. Quello che serve è fare la pratica nel modo corretto, comunicando l'intervento e aggiornando la documentazione. Ci pensiamo noi.
Il margine è stretto: l'1% della potenza originaria per gli impianti oltre i 20 kW, il 5% per quelli fino a 20 kW. Restando entro queste soglie non cambia nulla sull'incentivo. La potenza che supera il limite non rientra nella tariffa e va gestita come nuovo impianto non incentivato, con un'autorizzazione dedicata.
Con moduli di ultima generazione la potenza incentivata si raggiunge occupando meno spazio, e su quello che avanza si può realizzare un nuovo impianto non incentivato. L'energia che produce la puoi immettere in rete al prezzo di mercato, venderla a prezzo fisso a un trader o a un operatore, oppure abbinare un accumulo BESS e usarla dove vale di più: autoconsumo serale, load shifting, trading sui mercati. La scelta dipende dai tuoi consumi e dalla propensione al rischio, ed è proprio quello che valutiamo insieme in fase di analisi.
Come ordine di grandezza, tra 500 e 900 €/kWp a seconda dell'intervento, ai quali si aggiungono 350-450 €/kWh se si inserisce un accumulo. Il ritorno si colloca in genere tra i 4 e i 7 anni. Sono valori medi di mercato: la cifra reale dipende dallo stato dell'impianto, dall'accessibilità, dalla struttura di supporto e dallo scenario che si sceglie. Dal sopralluogo esce un numero preciso.
Nella maggior parte dei casi la procedura è leggera. Se non si modificano sagoma e altezza dei moduli l'intervento rientra in attività libera. Per gli impianti fino a 1 MW si procede con PAS, con tempi nell'ordine dei trenta giorni. Sopra 1 MW serve l'Autorizzazione Unica, con conferenza di servizi semplificata. Il Testo Unico Rinnovabili del 2024 ha reso questo percorso più rapido rispetto a qualche anno fa.
Il fermo è limitato alle giornate di sostituzione effettiva dei moduli, e si pianifica in modo da ridurlo al minimo: si lavora per sezioni, mantenendo in produzione la parte non interessata dai lavori. Su un impianto di taglia industriale si parla di giorni, non di settimane. Il calendario lo definiamo in fase di progetto, tenendo conto anche della stagionalità della produzione.
Vanno conferiti a un sistema di raccolta e trattamento autorizzato, e la documentazione di smaltimento fa parte della pratica GSE. Ce ne occupiamo noi, inclusa la parte documentale.
Sì, ed è una trattenuta che il GSE applica sugli incentivi: 20 € per modulo, che scendono a 10 € dimostrando l'adesione a un sistema collettivo riconosciuto per il fine vita. Se la sostituzione dei moduli è totale, la trattenuta si interrompe.
Noi. Progettazione, iter autorizzativo, comunicazioni al GSE, dichiarazione di conformità, documentazione di smaltimento e aggiornamento della scheda impianto: è un interlocutore unico dal sopralluogo alla manutenzione. A te resta la decisione su quale scenario adottare.
Compila i campi: un nostro tecnico ti ricontatta per fissare la visita all'impianto.